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Cos'è il Threat Hunting, le tipologie e come automatizzarlo per una difesa proattiva

L’autore di questo articolo è Roberto Vagata, CTO di Digitel, responsabile dell’innovazione tecnologica e delle soluzioni digitali aziendali.

Il threat hunting è un processo che permette di individuare minacce silenti prima che causino danni reali. In questo articolo scoprirai come funziona la ricerca delle intrusioni, quali strumenti come EDR e XDR sono necessari e perché l'integrazione tra intelligenza artificiale e analisti umani sia l'unica vera difesa efficace. Capirai come ridurre il tempo di permanenza degli attaccanti e perché affidarsi a un partner esperto garantisca una protezione costante per la tua azienda. 

 In questo articolo capirai come funziona l'avvelenamento dei dati, quali sono le tipologie di attacco più comuni e come una difesa basata sulla validazione costante possa salvaguardare la tua impresa.

Cos’è il Threat Hunting e perché la difesa passiva non basta più

Il threat hunting è la ricerca proattiva e iterativa di minacce che riescono a sfuggire alle soluzioni di sicurezza tradizionali. Strumenti comuni come antivirus o firewall sono fondamentali, ma spesso rilevano solo minacce già note. Questa disciplina rappresenta un cambio di paradigma: non si attende l'attacco, ma si cerca attivamente l'attaccante all'interno della rete.

La differenza risiede nell'approccio. Installare un antivirus equivale a mettere un allarme, mentre il threat hunting è come avere una guardia giurata che controlla ogni porta e finestra del perimetro. In un panorama di evoluzione digitale costante, anticipare le mosse dei criminali informatici è l'unico modo per evitare interruzioni operative e perdite di dati.

 

Il ciclo di vita e le principali tipologie di threat hunting

Questa attività non è un intervento isolato, ma un ciclo continuo che si alimenta di nuove informazioni. Il processo inizia con la creazione di ipotesi basate su possibili scenari di attacco, prosegue con l'investigazione e la scoperta di eventuali anomalie, per poi concludersi con la risposta e l'arricchimento del sistema. Esistono diverse metodologie per condurre questa ricerca:

  • Driven by Intelligence: si basa su dati esterni e feed di minacce conosciute
  • Driven by Analytics: utilizza l'analisi comportamentale e il machine learning per trovare scostamenti dalla norma
  • Driven by Hypothesis: si fonda sull'intuizione dell'analista che ipotizza nuovi vettori di attacco

Adottare un modello iterativo permette di imparare dagli attacchi e rafforzare le difese nel tempo.

 

 

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Gli strumenti del Threat Hunter: SIEM, EDR e XDR

Per dare la caccia alle minacce sono necessari strumenti che offrano una visibilità totale su ogni angolo dell'infrastruttura. I sistemi di SIEM raccolgono e analizzano i log, ma per una difesa proattiva servono tecnologie più profonde come EDR e XDR. Questi strumenti monitorano ogni attività sugli endpoint e sulla rete, permettendo di ricostruire le azioni di un eventuale intruso.

L'uso di queste piattaforme consente di correlare eventi apparentemente distanti tra loro. Senza una visione d'insieme, è quasi impossibile accorgersi di un attaccante che si muove lentamente tra i server aziendali. La tecnologia funge da abilitatore fondamentale per permettere agli analisti di concentrarsi sulle anomalie più pericolose.

 

Threat Hunting vs. SOC tradizionale: quali differenze?

Spesso si tende a confondere il lavoro del SOC con quello del threat hunting. Si tratta di attività complementari che rispondono a esigenze diverse. Il Security Operations Center è un servizio prevalentemente reattivo: monitora gli allarmi generati dai sistemi e interviene quando scatta una notifica di pericolo già codificata.

Il threat hunting si occupa invece di ciò che non ha fatto scattare l'allarme. L'obiettivo è scovare gli attaccanti che utilizzano tecniche nuove o legittime per passare inosservati. Mentre il SOC gestisce l'emergenza nota, il cacciatore di minacce indaga l'ignoto, riducendo i margini di manovra dei cybercriminali all'interno della tua infrastruttura.

 

Come automatizzare il Threat Hunting: il ruolo dell'AI e dell'analista umano

L'automazione assistita dall'intelligenza artificiale è fondamentale per analizzare milioni di log in pochi secondi. L'AI permette di individuare schemi sospetti che un essere umano non potrebbe mai processare manualmente. Tuttavia, il software rappresenta solo il motore, mentre gli analisti umani sono i piloti che guidano la difesa.

Senza l'intervento umano, l'automazione rischierebbe di generare troppi falsi allarmi. Il nostro ruolo è contestualizzare ogni anomalia per capire se si tratti di un attacco reale o di un'operazione lecita eseguita in orari insoliti. La nostra consulenza non si limita a fornire tecnologia, ma garantisce che ogni processo di automazione sia calibrato sulle reali esigenze della tua azienda.

 

L'obiettivo principale: ridurre il "tempo di permanenza" delle minacce

Il parametro più critico nella cybersecurity moderna è il dwell time, ovvero il tempo in cui un hacker resta nel sistema prima di essere scoperto. Ridurre questo intervallo è l'obiettivo principale del threat hunting. Più tempo un attaccante rimane indisturbato, maggiori sono le possibilità che riesca a esfiltrare dati sensibili o a installare un ransomware.

Agire tempestivamente significa ridurre drasticamente i danni economici e reputazionali. Grazie alla nostra esperienza e all'uso di strumenti come LECS.io, possiamo monitorare le anomalie di rete ed eliminare i movimenti laterali dei malintenzionati. Proteggiamo inoltre i tuoi collaboratori con Lookout, garantendo che ogni dispositivo mobile sia un punto di difesa e non un varco per gli intrusi.

 

FAQ e perché affidarsi a un partner esperto per la tua sicurezza proattiva

Cos'è il Threat Hunting?

È la ricerca attiva e sistematica di minacce informatiche nascoste all'interno della rete aziendale che sfuggono ai normali controlli di sicurezza

Quali sono i 4 tipi di minacce principali?

Le categorie più comuni includono malware sofisticati, insider threat, attacchi APT e vulnerabilità zero-day

Qual è l'obiettivo principale del Threat Hunting?

L'obiettivo è identificare gli attaccanti nel minor tempo possibile per prevenire violazioni dei dati e bloccare attività dannose.

 

Affidarsi a DigitelNET significa scegliere un consulente di fiducia che si prende cura della tua sicurezza senza la complessità dei ticket. La nostra combinazione di tecnologia avanzata e presenza umana costante ti permette di concentrarti sul business, sapendo che i tuoi dati sono protetti da occhi esperti. Non lasciare che un intruso resti nella tua rete: contattaci oggi per progettare la tua difesa proattiva.

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